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Se sei un personal trainer, ti piacerebbe diventarlo o sei semplicemente appassionato di allenamento in palestra sapere come strutturare una scheda di allenamento è una skill che bisogna apprendere.

Ora ti faccio questa domanda, come si struttura una scheda di allenamento?

E’ meglio fare mobilità prima o dopo?

Lo stretching quando inserirlo?

E il core si deve allenare una volta a settimana o sempre?

Se vuoi conoscere la risposta a queste domande allora continua a leggere qui sotto.

Scheda di allenamento

Scheda di allenamento: prima di tutto testare

Ti è mai capitato (oppure è capitato a qualcuno che conosci) di entrare in palestra, andare dall’istruttore in palestra e chiedere una scheda di allenamento e in meno di 4 minuti averla già bella e pronta?

Sarà un mago dell’allenamento? Un genio del fitness?

Forse, se non fosse il fatto che la tua scheda è uguale, se non identica, alle altre milleottocento persone presenti in quella palestra.

Per cui, l’errore numero uno che si commette è quello di non testare.

Ti faccio un esempio:

Devi andare a Milano in macchina, quale saranno le prime cose che bisogna fare?

Sarà quello di tracciare la rotta, capire quanto ci si mette ad arrivare, la benzina che occorre, le tappe, ma sopratutto capire da dove si parte.

Lo stesso vale nell’allenamento: bisogna conoscere il punto di partenza tuo e dei tuoi clienti e capire quali sono i punti carenti.

E poi dopo?

Scheda di allenamento

Scheda di allenamento: traccia la road map

Ovvero traccia la rotta da seguire.

Puntare più volte sulla forza e solo una volta sulla mobilita’?

Puntare più sulla parte cardiovascolare per aumentare il consumo di ossigeno massimo (o come hai sentito dire il VO2 max)?

Questo lo puoi sapere soltanto grazie ai test che hai fatto.

Quale sarà poi il passo successivo?

Scheda di allenamento: dal generale al particolare

Una volta capito le aree da incrementare devi capire: in che modo farlo?

Usare per esempio le ripetute se vuoi incrementare l’apparato cardiovascolare o lavorare sull’epoc (consumo di ossigeno post esercizio) per aumentare il dispendio calorico e puntare sul dimagrimento.

Oppure potresti lavorare con i piramidali per lavorare sulla forza dinamico massima (sempre che tu sappia cosa sia) o lavori superiori all’85% del carico massimo per incrementare la forza.

Insomma quello che devi fare è solo unire i pezzi del puzzle una volta che hai capito quanto il puzzle deve essere grande.

Mi segui?

Scheda di allenamento

Scheda di allenamento: cosa fare prima, durante e dopo

Ma adesso, caro collega, andiamo a capire come dovremmo strutturare la nostra seduta?

  1. inserire un warm up generale, ovvero un riscaldamento che può essere tapis roulant, cyclette o vogatore. Lo scopo è quello di ridurre le resistenze periferiche del corpo e permettere lo scivolamento tra i vari piani muscolari
  2. mobilità, ovvero uno “stretching dinamico” se cosi vogliamo chiamarlo per preparare le articolazioni a grandi gradi di mobilità
  3. core, quindi via libera a plank, plank su fitball, plank laterale, ecc..
  4. esercizio specifico di avvicinamento, per esempio qualche serie non ad esaurimento sul macchinario che dobbiamo affrontare e successivamente metodo di allenamento di ultima generazione su ipertrofia o dimagrimento
  5. stretching e pappa

Questi 5 punti ti permetteranno di strutturare la tua scheda di allenamento in meno di 5 minuti…..a patto che tu prima abbia testato!!

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