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Se stai cercando un programma di allenamento per casi di Ernia Lombare, sei atterrato/a nel posto giusto, tuttavia se desideri formarti in maniera professionale nel settore della rieducazione funzionale scopri subito il nostro percorso formativo di Personal Trainer D’Elite 3° Livello – Recovery Specialist.

Se anche a te è capitato di incontrare una persona da allenare con un’ernia lombare e la paura di fare un danno irreparabile ti ha attanagliato tutta la notte tenendoti sveglio, tranquillo non sei il solo. Ciononostante accade che, molto spesso, si soffre di dolore lombare e si pensi subito ad una ernia.

Tuttavia l’84% delle persone che soffre di dolore lombare non presenta ernie o ernie che interessino il canale vertebrale o intraforaminale.

Morale della favola: per avere una ernia lombare bisogna mettersi di impegno

Ma allora come mai così tante persone soffrono realmente di ernia lombare?

Programma di allenamento in caso di ernia lombare: Devi sapere che la colonna vertebrale deve rispondere a due requisiti:

  • rigidità
  • stabilità

Questo è reso possibile grazie a una struttura muscolare e fasciale detta a sartie: in pratica possiamo considerare il rachide come l’albero di una nave la cui base è il bacino, che si innalza fino al capo, a livello delle scapole ha la trave e, a vari livelli, incontriamo i tiranti che sono legamenti e muscoli.

Questa struttura è formata da quella che è considerata l’unità funzionale ovvero, la vertebra e tra due vertebre è presente il disco intervertebrale con l’anulus fibroso (all’esterno) e il nucleo polposo liquido (all’interno).

Ma cosa succede a livello lombare ogni volta che ci flettiamo in avanti con la schiena? Abbiamo due possibilità:

  1. Se l’anulus fibroso è ancora resistente, il nucleo polposo si sposterà posteriormente senza però fuoriuscire
  2. Se l’anello fibroso è degenerato (per miliardi di cause) porta a una migrazione del nucleo attraverso le fibre dell’anulus raggiungendo, spesso ma non sempre, il canale vertebrale come spesso accade la radice destra o sinistra.

Et voilà….eccoti l’ernia lombare! Ma cosa accade esattamente?

L’ernia si produce in tre tempi (naturalmente ti parlo di un disco vertebrale deteriorato). Prendiamo il caso in cui si sta sollevando un peso:

  1. In un primo tempo la flessione del tronco in avanti diminuisce lo spessore dei dischi anteriormente e aumenta posteriormente. La sostanza del nucleo si sposta dietro facendosi largo tra le fibre già deteriorate
  2. Successivamente l’aumento della pressione assiale, mentre il tronco si raddrizza, schiaccia totalmente il disco spingendo violentemente il nucleo indietro entrando a contatto con il legamento longitudinale 
  3. Infine, a tronco dritto, la massa erniata rimane bloccata sotto il legamento longitudinale posteriore con comparsa di dolore

Ora sicuramente ti starai chiedendo “ma in questo caso dovrà stare fermo immobile e/o operarsi”? “Non potrà più fare stacchi da terra, squat o correre i 5 km?”

Calma amico, o meglio, KEEP CALM AND MOVE YOUR BACK!

Sicuramente l’approccio dovrà essere multidisciplinare. Che significa? Significa che dovrai lavorare insieme ad ortopedico, fisioterapista ed osteopata (e spesso anche nutrizionista).

Il tuo compito sarà quello di creare un vero e proprio muro di supporto per la struttura (e qui sembra semplice) senza dover peggiorare la situazione della eventuale infiammazione che è in corso (e qui diventa difficile).

Programma di allenamento in caso di ernia lombare: ecco le 4 fasi consigliate dal team Wepa Science

Fase 1 – non rotazionale e non flessione

Durante questa fase l’obiettivo è:

  • eliminare gli stress meccanici eccessivi sul segmento spinale al fine di prevenire ulteriori esacerbazioni e fornire un ambiente di guarigione sicuro
  • movimento nel piano sagittale nel tentativo di aiutare a controllare i sintomi durante la fase acuta.
  • enfasi sulla stabilizzazione e la formazione degli estensori dell’anca
  • Esercizi di stabilizzazione per migliorare la gestione dei sintomi

Fase 2 – controrotazione e flessione

Questa fase introduce esercizi che vengono caricati in un modo che utilizza contrazioni isometriche per resistere al movimento (rotazione) dei piani frontali e trasversali. Utile in questo caso esercizi con carico unilaterale.

Fase 3 – rotazione e potenza

In questa fase deve avvenire la piena integrazione del movimento trasversale del piano e uso di attività dinamiche per aiutare nell’allineamento, organizzazione e reticolazione delle fibre di collagene.

Fase 4 – prevenzione

La persona che seguiamo avrà a questo punto ripreso a pieno e inizierà a reintegrare esercizi specifici dello sport o della vita quotidiana. Tuttavia la postura e la prevenziona dovrà continuare per evitare il reinfortunio sia che si tratti di un atleta che della nonna Pina.

Ricapitolando:

L’ernia lombare è un problema che deve essere affrontato da una equipe di specialisti che non solo sappiano cosa fare in base al momento in cui si trova la persona ma anche che siano preparati sulle ultime ricerche scientifiche riguardanti l’argomento per ottenere i maggiori benefici e il miglior risultato possibile.

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