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Carissimo Personal Trainer, prima di parlare degli omega 3 nello specifico chiediamoci…da cosa derivano?

Il capostipite degli acidi grassi omega 3 è l’acido alfa linolenico, tale acido grasso polinsaturo viene definito essenziale per l’uomo in quanto deve necessariamente essere introdotto con la dieta perché l’organismo non è in grado di sintetizzarlo. Dall’acido linolenico derivano nello specifico:

Per gli amanti degli aspetti tecnici l’acido eicosapentaenoico (EPA) si forma tramite reazioni di desaturazione/allungamento/desaturazione; mentre l’acido docosaesaenoico (DHA) si forma tramite reazioni di allungamento/desaturazione/accorciamento.

Fatta questa doverosa premessa arriviamo al dunque…rispondiamo alla domanda “quali sono gli effetti fisiologici riconosciuti degli omega 3?”:

  • Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale 
  • Il DHA favorisce la capacità visiva normale 
  • EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca 
Omega Wepa

Vediamo un pochino più nello specifico gli Omega 3…

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 sono indicati per ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi e prevenire patologie cardiovascolari. Aumentando l’attività fibrinolitica, migliorano alcuni parametri ematologici implicati nell’eziologia dei problemi cardiovascolari.

I supplementi di omega 3 riducono gli eventi cardiovascolari e rallentano la progressione dell’aterosclerosi nei soggetti con malattia coronarica.

EPA e DHA sono importanti componenti strutturali delle membrane fosfolipidiche (ne assicurano il giusto grado di fluidità).

Essi sono particolarmente presenti in retina, cervello e spermatozoi, specie il DHA, inoltre sono essenziali per il corretto sviluppo dell’occhio e del cervello nei neonati. Per quanto riguarda il sistema nervoso, offrono diversi benefici per il suo corretto funzionamento; il DHA in particolare è uno dei più abbondanti componenti dei lipidi strutturali del cervello.

Gli omega 3 si sono inoltre rivelati un valido supporto per la loro attività antinfiammatoria (inibiscono in modo competitivo la conversione dell’acido arachidonico in eicosanoidi proinfiammatori, prostaglandine PGE2 e leucotrieni infiammatori). Possono inoltre inibire il segnale di trasduzione mediato dalla fosfolipasi C (coinvolto nell’evento infiammatorio).

Immagino che a questo punto, caro sportivo, tu stia scalpitando…”quale è il legame tra omega 3 e prestazioni sportive?”.

Sembra che, grazie al loro effetto positivo sulle membrane cellulari (ottimizzano la permeabilità ai nutrienti e la sensibilità all’insulina), possano portare ad un miglioramento della performance sportiva rendendo le cellule muscolari più permeabili a glucosio e aminoacidi.

Inoltre sembra che ci sia una correlazione sulla crescita del muscolo grazie al loro effetto anticatabolico (per riduzione della degradazione delle proteine muscolari e per riduzione dei livelli di cortisolo). La risposta anabolica sembra anche diretta in quanto legata ad attivazione della centralina mTOR.

Da non sottovalutare anche il fatto che la migliore vasodilatazione favorisce il fluire di ossigeno e nutrienti. Gli studi riportano effetti positivi sia su sportivi impegnati in discipline “anaerobiche” che in discipline “aerobiche”.

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